Piero Franco
Spaticchia, nato a Naso, vive e lavora a Capo d’Orlando.
Titolare di uno studio professionale con laboratorio artistico,
insegna Disegno e Storia dell’Arte presso il locale Liceo
Scientifico Lucio Piccolo. E’ laureato in Architettura ed
è giornalista pubblicista con siti web di informazione, cultura,
turismo, tradizioni e spiritualità. E’ stato vice presidente
della Pro loco orlandina negli anni d’oro della presidenza di
Tano Cuva ed ha fatto parte del Comitato Mostra di pittura
Vita e Paesaggio. |
L'IDEA-PROGETTO DI FRANCO SPATICCHIA,
procede da un interrogativo: QUAL’E’ IL PRODOTTO CAPO D’ORLANDO CHE NOI PRODUCIAMO ED ESPORTIAMO?
Non è certo il
suino nero dei Nebrodi, la provola di Floresta, la pasta reale di
Tortorici, il salame di S. Angelo,…
Come scrivo nel Libro d’onore
del Comune di Capo d’Orlando, nel nostro paese vi sono:
“Nove scuole pubbliche oltre quelle
private, una Accademia di Belle Arti e una Accademia d’Arte e
spettacolo, due compagnie teatrali, oltre 40 associazioni culturali,
religiose, ricreative, sportive, artistiche, musicali, di mutuo
soccorso, di solidarietà, di promozione umana e sociale, di
categoria, professionali, commerciali e turistiche, ecologiche e
ambientali che rappresentano una realtà viva che continua ad animare
con numerosissime iniziative, anche da Serie “A”, e di livello
internazionale, la nostra comunità. La voglia di esserci, di
mettersi in gioco, di fare qualcosa di utile per sé e per gli altri,
di raggiungere traguardi sempre più elevati, c’è sempre, anche
quando cambiano i tempi, cambiano le mode, cambiano gli interessi e
sono accresciute le sfide con l’accrescersi della complessità delle
relazioni e del modo di concepire la vita, l’esistenza, il rapporto
con gli altri.
Come abbiamo visto –
proseguo nell’articolo – la
bellezza della città e la fierezza dei suoi cittadini, hanno
rappresentato l’humus ideale per la formazione e lo sviluppo della
così
detta: “CULTURA
ORLANDINA”.
Un modello di vita, di esperienze, di progettualità, di attivismo,
di uguaglianza sociale, di civiltà e di apertura mentale
all’avanguardia, nel vasto panorama socio-culturale nebroideo e,
oserei dire, anche isolano.
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Potrei
concludere qui – proseguo – questo percorso nel tempo
sul modo con cui si è affermata ed è cambiata la cultura
a Capo d’Orlando, ma avverto che la “consegna”,
alle nuove generazioni, non sarebbe completa senza
lasciare loro, in eredità, anche un “sogno” per
il loro futuro e per il futuro di Capo d’Orlando.”
Questo sogno, passa dalla realizzazione di alcune opere
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urbanistiche ed
infrastrutturali che la comunità orlandina dovrebbe
chiedere con forza perché vengano realizzate. Esse sono: |
1.
LA
RIQUALIFICAZIONE URBANA E TERRITORIALE DI CAPO D’ORLANDO
ATTRAVERSO I CONTRATTI DI QUARTIERE;
2.
IL
“CENTRO POMPIDOU” DEI NEBRODI… Un centro Polivalente
di attività artistico culturali per scambi e ricerca nel
campo dell’arte, del design e della creatività;
3.
IL
PALACONVEGNI per la plurimenzionata destagionalizzazione dell’offerta
turistica;
4.
I
QUARTIERI E LE CONTRADE RIGENERATE NELL'OTTICA DELLE
CITTA'-GIARDINO;
5.
UN
ANFITEATRO ALL’APERTO;
6.
LA CASA
ALBERGO TRASFORMATA NELLA CITTADELLA POLIFUNZIONALE
DELLA TERZA ETA’ E GESTITA DA
FAMIGLIE GIOVANI;
7.
LA
CITTA’ DELL’ARTE, DEL DESIGN E DELLA CREATIVITA’. |
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ABBIAMO BISOGNO DI UN PRODOTTO CAPO D’ORLANDO DA COMMERCIALIZZARE ED
ESPORTARE OLTRE ALLE BELLEZZE NATURALISTICHE,
ARCHITETTONICHE E PAESAGGISTICHE. |
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La produzione creativa dei giovani artisti orlandini, anche nei settori
del design, della moda, della musica, del ballo,
della recitazione e dei nuovi linguaggi
espressivi, può diventare una risorsa anche per
il rilancio dell'economia turistica non solo del
nostro paese ma anche dell’intero comprensorio.
RICERCA E
SPERIMENTAZIONE, PRODUZIONE E
COMMERCIALIZZAZIONE POSSONO RAPPRESENTARE UNA
GRANDE OPPORTUNITA’ DI LAVORO E DI AFFERMAZIONE
ARTISTICA, CULTURALE, ECONOMICA E SOCIALE.
Capo d’Orlando
deve essere capace, attraverso i contatti
diretti con le ambasciate italiane all’estero e
le associazioni degli italiani all’estero, di
aprire ai paesi emergenti, ma anche a quelli
tradizionali europei, americani e canadesi.
Creare convenzioni e protocolli d’intesa con le
università e le aziende che sviluppano ricerca e
innovazione, affinché questa possa venire
effettuata anche qui da noi. Sappiamo tutti che
ormai, attraverso
internet, tutto il mondo è paese.
Così facendo, la grande
scommessa di Capo d’Orlando sarebbe:
Adozione dei
creativi – fermento culturale e artistico –
produzione di talenti – apertura di nuovi
mercati – mecenatismo e collezionismo, il
trionfo dell’Uomo sull’Individuo.
Questa sarebbe la vera “CULTURA” GLOBALE…senza
limiti, senza complessi di inferiorità e senza
confini!!!...
Concludo con il
saluto augurale amato da Tano Cuva, innamorato
di Capo d’Orlando e degli orlandini:
“Buon
giorno, buongiorno”…
cari giovani, entrate in un mondo che si
rinnova, cogliete le opportunità che vi vengono
offerte; non rinviate a domani quello che s’ha
da fare ADESSO…
…IL VOSTRO
FUTURO E’ NELLA QUALITA' DELL'OGGI. FIDATEVI!!!...
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Franco
Spaticchia |
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