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Grandi eventi artistici... | |||||
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"Dal Vesuvio all'Etna", Mostra collage del Maestro Gianni Pennisi | |||||
Medievalia - Castello di Brolo | |||||
Gianni
Pennisi nasce ad
Acireale e dal 1965 vive a Naxos. Da giovane ha studiato pittura col maestro
Francesco Mancini. Nel 1959 frequenta l'Accademia d'Arte ad Amburgo con il Maestro
Oscar Kokoscha e nell'anno 1979 entra a far parte del gruppo di Avanguardia
Europea con Arman, Aubertin, Beuys, De Vree e Sarenco. |
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A. Castrogiovanni, G. Pennisi, N. Germanà | Saluto dell'Avv. Nino Germanà | Intervento della Dott.ssa Stefania Bonifacio | |||
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Intervento dell'Arch.
Franco Spaticchia Docente di Storia dell'Arte |
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Se in mezzo a noi ci
dovesse essere qualcuno che pensa che l’arte non sia spiegabile a
parole, sarei sicuramente d’accordo con lui.
Si dice che l’arte e’ un sussurro che l’anima percepisce in
profondità attraverso delle porte segrete, e che le parole non riescono
a penetrarvi.
A beneficio dell’intelletto, però, che vuole la sua parte, dobbiamo
dire che: se è vero che l’arte deve produrre emozioni, sensazioni e
alle volte anche provocazioni è altrettanto vero che l’arte deve
rispondere a criteri di lettura e di valutazione oggettiva che ne
possano garantire l’autenticità e la veridicità. E
ciò è tanto più vero quanto più leghiamo l’espressione artistica a
quei valori universali che nel ‘700, il tedesco Baumgarten enunciò
allorquando collegò alla conoscenza sensibile la dottrina dell’arte,
che proprio per questo motivo chiamò Estetica. E,
come se non bastasse, sempre nello stesso secolo, un altro tedesco:
Winckelmann, a tal proposito, conferì valore scientifico all’arte,
intendendo l’opera artistica come attività spirituale e fenomeno
sociale, al pari della poesia e, come questa, autonoma. Sottolineare
ciò, diventa importante, se vogliamo entrare nello specifico
dell’opera dell’artista Gianni Pennisi, come si suol dire, dalla
porta principale e non dalla finestra o da porte secondarie dalle quali
entrano nel mondo dell’estetica i semplici pittori che artisti non
sono. Baumgarten
e Winckelmann, a tal proposito, attraverso la Teoria dell’Arte
e la Dottrina del Bello, ci hanno fatto capire che
l’arte non può essere solo tecnica o solo contenuto senza tecnica. I
famosi “pittori della domenica”, ad esempio sono coloro che, magari
hanno imparato la tecnica, riescono ad imitare tipologie espressive
altrui, sanno riprodurre un paesaggio, una natura morta, un volto… ma
mancano di personalità, di qualcosa, cioè che riconduca la loro opera
ad un idea; di qualcosa che renda visibile: con forza ed immediatezza,
la loro personale visione del bello, dell’uomo, della natura nel suo
insieme: visibile o invisibile, interiore o esteriore. Quando
l’artista c’è, e Pennisi ne è un esempio, la composizione
artistica diventa un poema; la forma una suggestione lirica; la realtà
diventa incantata ed enigmatica; la luce: luminoso cromatismo; il segno:
una scomposizione della forma in molteplici piani La
realtà, in Pennisi, viene sostituita da un’immagine creata dalla
mente dello stesso artista. Una rappresentazione che sorprende ed invita
a riflettere, ad andare oltre l’aspetto superficiale ed apparente e a
fantasticare; anche perche’ la tecnica del collage, senza voler
scomodare il cubismo sintetico, risulta raffinata e pur semplice, e i
colori chiari e luminosi (non esiste il nero nella sua scala cromatica),
si alternano armoniosamente evocando immagini suggestive e producendo
forme plastiche pure. Una
cosa ci ha colpito in modo particolare: la natura non antropizzata è
proposta con vigore e libertà formale; l’intervento umano,
essenzialmente architettonico, sembra il risultato di un’analisi
dettagliata delle figure con la loro scomposizione mediante C’è
tenerezza? C’è malinconia nell’opera di Pennisi? Interrogativi
senza risposta. Senza
dubbio, però, le immagini sono pervase da nervature sottili, da aree
che appaiono sensibili, che lasciano intravedere, in filigrana, un mondo
interiore complesso ed enigmatico, forse, anche inquieto. Un percorso
sotterraneo che l’artista non rivela, che sta oltre la realtà fisica,
ossia l’essenza delle cose; quelle cose che a volte non ci piacciono
più, che ci hanno tradito, che ci hanno deluso, che non sono riuscite a
svelarci il vero senso e significato della vita. E così l'arte
diventa ricerca. Ricerca di qualcosa di più alto, di più elevato... Di
un luogo ideale dove il bello, il vero ed il giusto, fuori da ogni forma
di contaminazione, creano armonia, elevano lo spirito, danno senso
all'esistenza. L'arte è arte e l'uomo non ne può fare a meno; Pennisi docet.
Franco
Spaticchia
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Nota critica del Prof. Antonio
Castrogiovanni Presidente e Delegato Provinciale dell'Accademia Internazionale "Del Verbano" |
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IL MEGLIO Se
non potete essere un pino sulla vetta del monte Sono certo che il contenuto di queste quattro righe sia il compendio dell'arte di Gianni Pennisi. Auguri Gianni. AD MAJORA. Antonio Castrogiovanni |
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La mostra, inaugurata giovedì 15 luglio, nei suggestivi locali del Castello di Brolo, rimarrà aperta fino a settembre. | ||||
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Azienda agrituristica Villa Nazareth Capo d'Orlando | |||||
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