VIAGGI
NEL MITO Excursus di fantasia nei meandri misteriosi della storia a cura di Ninì Sottile |
prefazione Come la fiammella ha bisogno del gas per poter ardere...
Cosi il bene ha bisogno del male per poter esistere... Noi
dobbiamo esistere per sconfiggere il male giorno per giorno... |
Quel palazzo dove regnava il Re del Mondo si trovava nel regno di sotterra, un territorio immenso nascosto alla vista degli uomini e popolato da esseri semidivini, vero e proprio centro spirituale del pianeta. |
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Quel regno esisteva, fin dalla notte dei tempi, per tutto il
remoto periodo, denominato dai miti "Età dell'Oro", aveva
prosperato alla luce del sole con il nome di "Paradesha", che in
sanscrito vuol dire "Paese Supremo", da cui
"Paradiso", poi, nel 3102 a.C., all'inizio del Kali Yuga della
tradizione indu, il cui termine significa "Età Nera" e designa
il periodo in cui viviamo, i suoi abitanti si erano trasferiti nel
sottosuolo per evitare di essere contaminati dal male, e il nome della
loro terra si era trasformato in "Agharti",
"l'inaccessibile"...Ossendowski riferisce le parole di un Lama
mongolo secondo il quale il Paradesha fu fondato dal primo Guru,
intermediario antico del volere divino, intorno all'anno 380.000 a.C., e
divenne sotterraneo più di seimila anni fa. Per Helena Blavatsky,
studiosa d'occultismo, Agharti, che lei ha chiamato "La Loggia
Bianca", è sorta sull'isola del Mar del Gobi dove, in tempi
remotissimi, erano atterrati i "Signori della Fiamma", semidei
provenienti da Venere... Dottrine esoteriche assai fantasiose fanno
risalire la sua fondazione addirittura a quindici milioni d'anni fa; gli
abitanti di Agharti proverrebbero dal continente di Gondwana, ora
scomparso; grazie alla misurazione delle maree effettuata per mezzo del
Candelabro delle Ande, essi avevano compreso che una catastrofe stava per
abbattersi sulla loro terra, e si erano rifugiati in vaste gallerie
sotterranee illuminate da una luce particolare che faceva germogliare le
sementi, portandosi dietro il loro bagaglio di antichissime conoscenze...
Il cuore di Agharti aveva sede sotto l'Asia Centrale, nel vasto territorio
che va dal deserto del Gobi alle impervie montagne del Tibet e del Nepal;
il Regno si estendeva per vie sotterranee nel mondo intero fino alle
caverne dell'America, quell'antico popolo disparve sotto terra. La sua
capitale era Shambhalla, mitica "Città di Smeraldo", citata
spesso dai viaggiatori medioevali... |
Immaginiamo adesso un pozzo senza fondo: urla raccapriccianti, tonfi, gemiti, sibili, accompagnati spesso da una lieve luce azzurrognola... Non si tratta di un film della serie Nightmare, ma del consueto spettacolo di "Son et Lùmierés " che offre un vasto complesso di grotte in Azerbaigyan. Alla ricerca dell'origine di quelle manifestazioni, attribuite alla presenza di gas sotterranei, gli speleologi sovietici si sono calati a più riprese in quegli abissi , senza tuttavia riuscire a trovare le aperture di numerossime gallerie minori che si perderebbero nelle viscere della Terra. La presenza di graffiti e resti umani ha indotto dapprima a pensare a una loro origine preistorica; in realtà le ossa si rivelarono assai posteriori ai disegni. Ulteriori esplorazioni portarono alla scoperta di una fitta rete di collegamenti sotterranei, con "piazze", pozzi, nicchie e canali... che teoricamente avrebbero potuto collegarsi ad altri cuniculi... per spingersi fino alle gallerie sotterranee del deserto del Gobi... Sulle caverne del Gobi... c'è chi afferma che, nei tempi remoti in cui il deserto del Gobi era un mare, esistesse al suo centro un'isola abitata da "Uomini discesi dalla Stella Bianca", Venus, che avevano diffuso la loro cultura tra le popolazioni locali... Da questo fortilizio insulare essi avrebbero dato inizio ad una colonizzazione del pianeta, collegandosi alla terraferma per mezzo di gallerie sottomarine... Nel 1778 furono portate in Francia dall'India le copie di alcune carte geografiche che utilizzavano come "punto di vista" il centro del deserto del Gobi, mentre le carte geografiche attuali sono riprese da un "punto di vista" europeo... Nel Gobi sono state effettivamente trovate le imboccature di diverse gallerie franate dopo poche decine di metri; in queste caverne, e anche in certe gallerie del lontano Uzbekistan, sarebbero state rinvenute alcuni misteriosi aggeggi di ceramica e vetro a forma di emisfero sormontato da un cono. Contenevano una goccia di mercurio, il carburante tradizionale dei Vimana, velocissimi e avveniristici veicoli volanti descritti dal Ramayana che percorrevano i cieli dell'India e le immense volte di pietra del regno di Agharti... Le gallerie asiatiche convoglierebbero verso un punto centrale, Shamballah, la mitica capitale di Agharti, i cui edifici di smeraldo emetterebbero intense fosforescenze verdi analoghe a quelle percepite in Azerbaigyan... Da un'altra zona "magica" dell'Asia, il Tibet, si dipartirebbe un altro network di tunnel, o forse potrebbe essere lo stesso, che collegherebbe il Palazzo del Dalai Lama di Lhasa con "tutti i luoghi della Terra"; si tratta di gallerie dai poteri particolari, in quanto, percorrendole, in "pochi minuti" il Sacerdote-Sovrano sarebbe stato in grado di raggiungere ogni angolo del pianeta... Un terzo network avrebbe il suo centro nell'Isola di Pasqua, ove, in effetti, si aprirebbero le imboccature di numerosi tunnel che si interromperebbero però, bruscamente, dopo pochi metri; in un tempo remoto essi avrebbero "superato l'oceano" e raggiunto l'Asia e le Americhe... Purtroppo la principale caratteristica delle gallerie del Perù è la medesima di quelle del Tibet e dell'Azerbaigyan: nessuno è mai riuscito a vederle! I complessi megalitici, dal greco
megas, grande, e lithos, pietra, erano
strutture preistoriche costituite da grandi rocce; ne esistono di quattro tipi
principali: a pietre verticali isolate (chiamate menhir), a pietre verticali
allineate, come nel complesso di Carnac, a pietre disposte a cerchio, come nei
complessi di Stonehenge e di Avebury, a pietre disposte a formare una camera,
come nei cosiddetti dolmen e nel sepolcro di Newgrange. La maggior parte di
queste strutture si trova in Europa, e sono state edificate a partire dal tardo
Neolitico fino alla prima Età del Bronzo (4000-1000 a.C.); ma complessi del
genere sorgono anche in India, in Giappone, in Africa Occidentale. I cerchi di
pietra dell'Inghilterra e della Bretagna, dove sono chiamati Cromlech, fanno
pensare che i loro edificatori abbiano utilizzato un'unità di misura comune, la
cosiddetta "iarda megalitica", lunga 829 centimetri. Se questa
interpretazione fosse corretta, questo significherebbe che gli antichi abitatori
dell'Europa possedessero approfondite conoscenze matematiche e geometriche in un
periodo molto precedente a quello delle civiltà egiziana e mesopotamica...
Perchè simili costruzioni sono spesso allineate lungo "ley", linee
lunghe chilometri e chilometri? Sono monumenti dedicati al Culto del Sole,
giganteschi cippi funerari, osservatori astronomici o, come molti sostengono,
ricevitori e amplificatori delle misteriose correnti terrestri che scorrevano
all'interno del pianeta, o, addirittura, veri e propri "aghi da
agopuntura" infissi nel suolo per curare la Terra malata? In Sardegna, a Li
Muri, sorge il più antico monumento megalitico dell'isola (2500 a.C.)
costituito da cinque cerchi che si intersecano attorno a uno spuntone roccioso.
Le statue-stele, peculiari tipo di megaliti antropomorfi dell'altezza di un
metro, un metro e mezzo ritrovati a Luni (La Spezia)... risalgono all'età del
bronzo, ma, fino a pochi decenni fa, la loro esistenza era nota solo agli
abitanti della Lunigiana: qui, da sempre, a causa della loro forma squadrata
venivano utilizzate per costruire le case... Il contorno delle figure umane,
molto stilizzate, e in rilievo, veniva ottenuto scavando il resto della pietra;
le figure sono prive di bocca, per impedire loro la fuoriuscita dell'anima, in
modo che le statue-stele potessero, in quel modo, restare vive... Si racconta
che chi le studiasse fosse oggetto di dispetti e disgrazie... In Puglia, invece,
sei dolmen e quarantotto menhir, per un totale di cinquantaquattro monumenti
megalitici, sono testè scomparsi... Se la sparizione dei megaliti più piccoli
può essere attribuita ai turisti, ai vandali o ai contadini alla ricerca di
pietre per murature a secco, quelle delle altre lasciano francamente
sconcertati... Il Dolmen di Cocumola era costituito da sette pilastri informi su
cui posava un piano di pietra lungo più di quattro metri, largo un metro e
sessantacinque e spesso una ventina di centimetri... Di questa pesantissima
costruzione ... oggi non esistono più nemmeno le tracce! In una delle prime opere dedicate a Re Artù, la "Vita Merlini", scritta nel 1140, circa, da Geoffrey di Monmouth, si parla di un complesso circolare composto da enormi pietre, la "Chorea Gigantum", Danza dei Giganti, che si trovava in Africa, e che poi era stato portato in Irlanda da un popolo di giganti... Qui era stato sistemato sul "Monte Killarus", come monumento funebre per quattrocentosessanta nobili soldati di Aurelio Ambrosius uccisi dai Sassoni... Re Uther Pendragon tentò di trasportarlo in Inghilterra e, siccome, l'impresa era superiore alle sue forze, così dovette rivolgersi al mago Merlino... Questi, con l'aiuto degli angeli, lo trasferì nella piana di Salisbury, dove tuttora esiste con il nome di "Stonehenge"... Secondo Norman Lockyer, i megaliti sono stati eretti attorno al 2800 a.C., parzialmente distrutti, risistemati nel 1560 a.C. e, successivamente di nuovo abbattuti... Nel corso dei secoli, infatti, Stonehenge subì vari attacchi, non ultimo anche quello di sacerdoti cristiani che vi vedevano una sorta di tempio del demonio... Secondo Gerald Hawkins, astronomo americano, Stonehenge altro non è che un gigantesco computer di pietra, che consentiva di effettuare complicati calcoli sul sorgere e tramontare del Sole, sui movimenti della Luna e sulle eclissi. Ma da dove deriverebbero le conoscenze, indubbiamente assai approfondite, che avrebbero permesso una simile realizzazione? Ewan Mc Kie, direttore del museo di Glasgow, sostiene che, a quei tempi, esisteva una sorta di scuola nei dintorni di Durington Walls ove i discepoli venivano iniziati ad antiche misteriose discipline... Quanto antiche? Ancor oggi i membri dell'United Ancient Order of Druids, una setta fondata nel 1883, continuano a utilizzare quella che loro ritengono la "Cattedrale dei Druidi" per compiervi riti misteriosi... Nel 1986 dopo violenti scontri tra polizia e i partecipanti, venne vietata la celebrazione del tradizionale "Festival di mezz'estate"... La "International Arthurian Society" ha catalogato circa
quindicimila saggi dedicati al personaggio... Come il biblico Mosè, il sovrano era simultaneamente Re, Sacerdote e Iniziato, esperta guida politico-militare ma anche tramite tra il suo popolo e la divinità. Era, dunque, il modello perfetto del reggitore di popoli, la versione terrena del Re del Mondo di Agharti, e a lui si ispirò, tra gli altri, Federico II° Hohenstaufen, che edificò un palazzo ricco di simboli ermetici, Castel del Monte, su ideale modello di Camelot... I miti di Artù avrebbero stretto collegamento con lo Zoroastrismo, la religione fondata da Zarathustra... Il nome stesso di Artù deriverebbe da quello del Dio Solare Ahura Mazda, o da Atur Gushnasp, il guardiano del "Fuoco Reale" della religione Zoroastriana; il nome Parsifal sarebbe una specie di commistione tra "Parsi", la denominazione tarda dei seguaci di Zarathustra, e "Fal", la "Pietra della Conoscenza" della tradizione celtica... Il castello del Graal, descritto da Wolfram, sarebbe, inoltre, sorprendentemente simile al complesso Takht-I-Sulaiman, il principale centro del culto di Zoroastro, edificato in Iran nel VI° sec. a.C.... Altre dottrine esoteriche presero in esame la figura di Merlino; per alcuni si trattò di uno dei "Superiori Sconosciuti" di Agharti disseminati sulla Terra: ad Artù, il suo discepolo prediletto, avrebbe affidato il compito di portare avanti l'antica tradizione magico-religiosa del leggendario regno sotterraneo... Testimonianze di carattere architettonico, tutte curiosamente precedenti alla diffusione della "Materia di Bretagna", si sono riscontrate, oltre che nel già citato Duomo di Modena, sul portale della Cattedrale di Bari e nel mosaico pavimentale della Cattedrale di Otranto... Quest'opera fu realizzata, "Rex Arturius", dal sacerdote Pantaleone del 1165... Il termine Graal, derivato dal latino Gradalis, con cui si designa una scutella lata et aliquantulum prufunda (Helimand de Froidmont): una tazza, un vaso, un calice (errore: un calice non è "largo e alquanto profondo", n.d.r.), un catino... simboli del grembo fecondo della "Grande Madre", la Terra, e, come l'inesauribile Cornucopia dei Greci e dei Romani, portavano vita e abbondanza... La coppa della vita dei Celti e il "Calderone di Dagda"... Re Artù andò a recuperarne uno addirittura negli Inferi... La tradizione cristiana annoverava almeno due sacri contenitori: il Calice dell'Eucarestia e, sorprendentemente, la Vergine Maria... Vas spirituale, vas honorabile, vas insigne devotionis, ovvero "vaso spirituale, vaso dell'onore, vaso unico di devozione": nel grembo (vaso) della Madonna, infatti, la divinità era divenuta manifesta... In effetti questo era un errore: in realtà era un modo per dire che la Grande Madre è puro spirito, e il corpo di Maria non era che il contenitore della Grazia... Il Graal arturiano fu descritto per la prima volta da Chretien intorno al 1190 in Perceval le Gallois ou le Compte du Graal; solo nel successivo Joseph d'Arimathie, scritto da Robert de Boron, intorno al 1202, il Graal venne descritto come il calice dell'Ultima Cena, in cui Giuseppe d'Arimatea aveva raccolto il sangue di Gesù crocifisso... La coppa aveva già una storia e un nome particolare prima di essere utilizzata da Gesù: "Io non oso raccontare, nè riferire, nè potrei farlo (...) le cose dette e fatte dai Grandi Saggi... Lì sono scritte le ragioni segrete per cui il Graal è stato designato con questo nome"... Il Graal venne associato (o "é" tout court) a un libro scritto da Gesù Cristo ed alla cui lettura può accedere solo chi è in grazia di Dio... Le verità di fede che esso conteneva non potevano mai essere pronunciate da lingua mortale senza che i quattro elementi ne venissero sconvolti... Se ciò, infatti, sarebbe accaduto, i cieli avrebbero diluviato, l'aria avrebbe tremato incenssantemente, la terra sarebbe sprofondata e l'acqua avrebbe cambiato colore... Il "libro-coppa" avrebbe posseduto, dunque, un temibile potere... Il Graal sarebbe stato in stretta relazione con una terra chiamata "Sarraz", impossibile da situare storicamente o geograficamente; non era in Egitto, ma si vedeva da lontano il Grande Nilo, mentre il suo re combatteva contro un Tolomeo, in effetti la dinastia tolomaica si era estinta prima dell'avvento di Cristo...Comunque questa terra era situata in Medio Oriente... Da essa ebbero origine i Saraceni... Attorno al 1210, nel poema Parzival, il tedesco Wolfram Von Eschenbach conferì al Graal ulteriori connotazioni... Non si trattò più di una coppa, bensì di una pietra del genere più puro chiamata "lapis exillis"... Il termine lapis exillis fu errneamente interpretato come "Lapis ex coelis", ovvero caduta dal cielo & quot: e, difatti, Wolfram scrive che la pietra era uno smeraldo caduto dalla fronte di Lucifero e portato sulla terra dagli angeli rimasti neutrali durante la ribellione... La tradizione esoterica delle pietre sacre, tramiti fisici tra l'uomo e Dio, è tipicamente orientale: la pietra nera conservata nella Ka'ba é l'oggetto più sacro della religione islamica; i seguaci della Qabbalah ebraica utilizzarono il termine "lapis exiliis", pietra dell'esilio, appunto, per designare lo Shekinah, ovvero la manifestazione di Dio nel mondo materiale; ancora più a Oriente, l'Urna incastonata nella fronte di Shiva della tradizione induista, simboleggiava il "Terzo Occhio", organo metafisico che permetteva la visione interiore... Durante la sua permanenza in Cornovaglia, Gesù avrebbe ricevuto in dono una coppa rituale da un Druido "convertito al cristianesimo", e quell'oggetto gli era particolarmente caro... Dopo la crocefissione, Giuseppe d'Arimatea aveva voluto riportarla al donatore ulteriormente santificata dal sangue di Cristo; il Druido in questione era Merlino, trait d'union tra la religione celtica e quella Cristiana... Giuseppe affidò la coppa ad un guardiano soprannominato "Ricco pescatore" o "Re Pescatore" perchè, come Gesù, "sfamò un gran numero di persone moltiplicando un solo pesce"... Secoli dopo, nessuno seppe più dove si trovasse il "Re Pescatore": il Graal fu, di fatto, perso... Sulla Britannia si abbattè una maledizione chiamata dai Celti Wasteland, la terra desolata, uno stato di carestia e devastazione sia fisica che spirituale... Il Wasteland fu scatenato dal "Colpo Doloroso", ovvero da un colpo vibrato da Balin il Selvaggio con la Lancia di Longino; in altre versioni, da Re Varlans con la Spada di Davide, nei genitali del "Re magagnato"... Per annullare il Wasteland, spiegò Merlino ad Artù, è necessario ritrovare il Graal, simbolo della purezza perduta... Un Cavaliere, Parsifal "il Puro Folle", o Galaad "il Cavaliere vergine" occupò allora lo "Scranno periglioso", una sedia tenuta vuota alla Tavola Rotonda, su cui può sedersi, pena l'annientamento, solo "il Cavaliere più virtuoso del mondo", colui che è stato predestinato a trovare il Graal... Ispirato da sogni e presagi, e superando una lunga serie di prove "perigliose", Parsifal rintracciò Cobernic, il Castello del Graal e giunse al cospetto della Sacra Coppa... Non osò però porre le domande:- "Che cos'è il Graal? Di chi esso è servitore?", contravvenendo così al suggerimento evangelico "Bussate e vi sarà aperto..." Il Graal, così, scomparve di nuovo... Dopo che il Cavaliere ebbe trascorso alcuni anni in meditazione, la ricerca riprese... Il Re Magagnato si riprese, il Wasteland ebbe fine; Re Artù morì a Camlann e Merlino sparì nell'aria dalla sua tomba di cristallo... Quale fu, dunque, il destino del Graal? Intorno al 540 d.C., stando alla "Materia di Bretagna" il Graal fu riportato in Medio Oriente... Per secoli non se ne sentì più parlare, finchè, verso la fine del XII° secolo, esso balzò, o tornò, improvvisamente alla ribalta... Come mai? A partire dal 1095, molti Cavalieri cristiani si erano recati in Terra Santa, ed erano entrati, per forza di cose, in contatto con le tradizioni mistiche ed esoteriche del luogo: sicuramente qualcuna di esse parlava del Graal, un sacro oggetto dagli straordinari poteri... Grazie ai Crociati, la leggenda raggiunse l'Europa e vi si diffuse... C'è anche chi ritiene che il Graal sia stato rintracciato dai Crociati e riportato nel Vecchio Continente... Quelli che seguono sono i nascondigli più probabili: Il castello di Gisors. I Cavalieri Templari avevano stretto rapporti con la Setta degli Assassini, un gruppo iniziatico ismailita che adorava una misteriosa divinità chiamata Bafometto... Per alcuni il Bafometto altro non era che il graal; prima di essere sgominati, gli Assassini lo avevano affidato ai Templari, che lo avevano portato in Francia verso la metà del XII° secolo... Castel del Monte. I Cavalieri Teutonici, fondati nel 1190, erano in contatto sia con i mistici Sufi, una setta islamica che adorava il Dio delle tre religioni, Ebraica, Islamica e Cristiana, sia con l'illuminato Imperatore Federico II° Hohenstaufen, a sua volta seguace di quella dottrina... Tramite i Cavalieri Teutonici, i Sufi avrebbero affidato il graal all'Imperatore, affinchè lo preservasse dalle distruzioni scatenate dalle Crociate. In tal caso, il Graal si troverebbe a Castel del Monte, un palazzo a forma di coppa ottagonale edificato apposta per custodirlo... Takht-I-Sulaiman. Il Castello del Graal descritto, al solito, da Wolfram Von Eschenbach, e sorprendentemente simile a Takht-I-Sulaiman, il principale centro del culto di Zoroastro... Qui, prima di venire dispersi e allontanati, i seguaci di Zarathustra adoravano il simbolico "Fuoco Reale", fonte della conoscenza dell'"Artù e il dio del fuoco"...Takht-I-Sulaiman potrebbe essere dunque la mitica Sarraz, da cui il Graal, il Fuoco Reale?, giunse, a cui ritorno, e dove forse si trova ancora... Cattedrale di S. Nicola a Bari. Nel 1087, un gruppo di mercanti portò a Bari dalla Turchia le spoglie di San Nicola, e in loro onore venne edificata una basilica. In realtà la traslazione del Santo era solo la copertura di un ritrovamento ben più importante, quello del Graal... I mercanti erano in realtà cavalieri in missione segreta per conto di Papa Gregorio VII°. Il Pontefice era al corrente del potere del Calice, ma non intendeva pubblicizzare la sua ricerca, nè l'eventuale ritrovamento, in quanto esso era un oggetto pagano, o comunque il simbolo di una religione ancor più universale di quella cattolica... La coppa, che forse era passata per le mani di San Nicola nel VI° secolo, e che gli avrebbe conferito la fama di dispensatore d'abbondanza (San Nicola = Santa Klaus = Babbo Natale), la coppa, dicevamo, e il recupero delle spoglie giustificò la spedizione in Turchia e l'edificazione di una basilica a Bari: sul portale della cattedrale, edificata parecchi anni prima della divulgazione della "Materia di Bretagna", si trova ancora l'immagine di Re Artù e un'indicazione stilizzata del nascondiglio; la tomba di San nicola continua a emanare un liquido chiamato "manna" che, oltre a essere altamente nutritivo, come il Graal guarisce da ogni male... Ricapitolazione delle caratteristiche del Graal: 1. Il Graal era un oggetto materiale e spirituale insieme. Non si conosce esattamente la sua natura: forse è una pietra, forse è un libro, forse un contenitore; è certo che permise di "abbeverarsi", nell'ultima cena, ma vi si potè pure versare qualcosa: il sangue del Cristo crocefisso. Poteva guarire le ferite, donare una vita lunghissima, garantire l'abbondanza, trasmettere e garantire la conoscenza, ma fu anche dotato di poteri terribili e devastanti... 2. La tradizione sull'esistenza di un oggetto con questi poteri fu antichissima e diffusa in una vasta zona dell'Asia, del Nord Africa e dell'Europa; il graal è forse stato identificato con nomi diversi , come la "Lampada di Aladino, il "Vello d'Oro", l'"Arca dell'Alleanza", la coppa "Amonga" dei Sarmatiani del Caucaso... In qualche modo ignoto Gesù ne entrò in possesso... 3. Le varie leggende a proposito del
Graal, Tuatha De Danaan, Smeraldo di
Lucifero, Occhio di Shiva, eccetera..., concordano nel conferirgli un origine
ultraterrena... Per gli antropologi è un corpus di dottrine elaborato
attraverso i secoli, "vici si può abbeverare e vi ci si può
versare", forse supportato fisicamente da un testo scritto. Per la
tradizione cristiana, il Graal rappresentò l'evangelizzazione del mondo
barbaro, operata dai missionari (Giuseppe d'Arimatea), stroncata dalle
persecuzioni e ripresa da un gruppo di uomini di buona volontà guidati da un
sacerdote (Merlino), o ancora, la cacciata dall'Eden (il Wasteland) e la
successiva redenzione grazie all'intervento di Gesù... Per gli alchimisti
rappresentò la conoscenza, e la sua ricerca equivalse a quella della Pietra
Filosofale o dell'Elisir di lunga vita... Per Carl Gustav Jung fu un archetipo
dell'inconscio; per Jesse Weston fu un simbolo sessuale e di fertilità; Una delle possibili etimologie di Graal comprende l'attributo "San": "San Graal" sarebbe l'errata trascrizione di "Sang Real", ovvero "Sangue Reale". Il sangue fu, evidentemente, quello del Cristo contenuto nella coppa, ma per altri commentatori il termine sangue designa una dinastia; per Dion Fortune, quella dei sacerdoti di Atlantide... La stirpe fu quella di Gesù... Salvatosi dalla crocefissione, il Redentore avrebbe generato dei figli, da cui sarebbe nata la dinastia francese dei Merovingi... Lungi dall'essersi estinti nel 751, i Merovingi, e quindi gli eredi diretti di Cristo, sarebbero ancora tra noi, accuratamente protetti da un'antica società iniziatica denominata "Il Priorato di Sion"... I membri del Priorato, di cui sono stati Gran Maestri, tra gli altri, Leonardo da Vinci, Victor Hugo, Claude Debussy... costituirebbero una "Sinarchia" o un governo occulto che, ormai da quasi un millennio, influirebbe sulle scelte politiche, o d'altro genere, dei governi ufficiali... Nel 1118 i cavalieri Hugh de Payns e Geoffrey de Saint-Omer, per ordine di San Bernardo da Chiaravalle, fondarono un ordine religioso-militare, i Poveri Cavalieri di Cristo, con lo scopo di proteggere i pellegrini che si recavano in Terra Santa. Baldovino II°, Re Latino di Gerusalemme, li ospitò nell'ala orientale del proprio palazzo che sorgeva sulle rovine del tempio di Gerusalemme: da qui gli appartenenti all'ordine presero il nome di "Templari"... Immediatamente dopo il rientro in Francia del primo contingente di cavalieri, il Concilio di Troyes (1128) sancì ufficialmente le regole dell'ordine: pur essendo laici, i Templari fecero voto di castità, obbedienza e povertà; vestirono una cappa bianca con una croce rossa, si divisero in Cavalieri, Cappellani, Sergenti, Artigiani, e comandati da un Gran Maestro e da un Concilio che dipendevano direttamente ed esclusivamente dal Papa... Dopo la sconfitta di Acri (1291), che segnò definitivamente la fine delle crociate, la loro principale attività divenne quella dei "prestiti ad interesse"; fu così che l'ordine dei Templari accumulò immense ricchezze ed una gran quantità di terreni: furono edificati circa novemila castelli, chiese ed edifici, caratterizzati spesso da una pianta circolare, in tutta l'Europa: Il potere acquisito dai Templari non venne gradito più nè dall'impero nè dallo stesso papato, così, nel 1307, Filippo IV di Francia (Filippo il Bello), con la tacita connivenza di Papa Clemente V, li accusò di eresia (i Templari avrebbero adorato l'idolo chiamato Baphomet) e immoralità (avrebbero praticato apertamente la sodomia). Nel 1312, in occasione del Concilio di Vienna, una bolla papale soppresse l'ordine; nel 1314, il Gran Maestro Jacques de Molay e altri cavalieri ritrattarono le loro confessioni in quanto estorte sotto tortura, e dichiararono la propria innocenza... Fin dall'inizio i Templari avrebbero costituito un ordine di carattere iniziatico, su modello dei Templari di Agharti o dei Templeisen custodi del Graal; il loro obiettivo - voluto da Bernardo di Chiaravalle - era quello di recuperare qualcosa nascosto in Terra Santa. Cosa? A seconda dei commentatori, nei sotterranei del tempio di Gerusalemme essi avrebbero rinvenuto l'Arca dell'Alleanza, o i segreti costruttivi che permisero di edificare le Cattedrali gotiche, o ancora certe carte segrete che indicavano la rotta per le Americhe, o tutte queste cose insieme. Nel volume "Les Templieres en Amerique" (I Templari in America) Jacques de Mahieu affermò che essi avrebbero raggiunto di nascosto il Nuovo Continente tre secoli prima di Colombo... e là avrebbero sfruttato le miniere d'argento del Messico, procurandosi le immense quantità di denaro che servirono, fra l'altro, a finanziare l'edificazione delle Cattedrali. Dalla setta degli Assassini avrebbero ricevuto il Sacro Graal, poi trasportato in Francia... In Italia avrebbero edificato Castel del Monte, attribuito erroneamente a Federico II; sarebbero stati al corrente dei più nascosti segreti dell'alchimia e della vera natura di Gesù... Basta trovare la pietra giusta e rimuoverla: l'intera cattedrale s'affloscerà come un castello di carte. Questa è una delle numerose leggende a proposito delle Cattedrali Gotiche, strutture svettanti verso il cielo ed architettonicamente arditissime, sostenute da un gioco di spinte, controspinte e "chiavi di volta" tanto bilanciato da far pensare, appunto, che togliere un solo elemento, la chiave di tutte le chiavi, provocherebbe un inarrestabile realizzazione a catena. C'è chi afferma che i loro costruttori fossero gli eredi spirituali di Hiram, il mitico architetto dell'antico Tempio di Gerusalemme: sarebbero stati i Cavalieri Templari a indagare sugli antichi segreti ebraici nascosti nel sottosuolo di quel paese, a scoprire, in qualche nascondiglio sopravvissuto alla distruzione del Tempio, le "Leggi Divine dei Numeri, dei Pesi e delle Misure" che governano questo tipo di costruzioni. Le cattedrali gotiche cominciarono a sorgere "d'improvviso" attorno al 1128, proprio quando i Templari ritornarono in Francia, e risulta molto difficile considerarlo una logica evoluzione del precedente stile romantico; i loro edificatori appartenevano a delle corporazioni con fortissime componenti esoteriche quali i Compagnons e i Macons. La maggior parte delle cattedrali sorgono su luoghi sacri precedenti, soprattutto quelli in cui si praticava il culto della Grande Madre, oppure su punti tradizionalmente considerati "nodi" di correnti terrestri; le decorazioni delle loro facciate, le statue che adornano i transetti e le navate, le vetrate, i disegni dei pavimenti sono letteralmente gremiti di simboli magici, esoterici, alchemici... La precisa disposizione delle cattedrali gotiche le trasformerebbe in veri e propri ricevitori della potenza solare , proveniente dal Cielo, e di quella lunare, proveniente dalla Grande Madre nascosta nelle viscere della Terra; in tal modo le due forze percorrerebbero "la colonna vertebrale dei fedeli, aprendoli all'illuminazione". Nei sotterranei di molte cattedrali gotiche si trovano pozzi la cui profondità corrisponderebbe all'altezza della guglia più alta, in modo di creare una sorta di simmetria tra Cielo e Terra... La Heilige Lance, la "Lancia Sacra" che, secondo la leggenda, era stata usata dal pretoriano Longino per trafiggere il costato di Cristo crocifisso... Il fuhrer nazista era un fanatico cultore di cose magiche, ed era intimamente convinto che esistessero oggetti dotati di immensi poteri, il cui possesso o la cui conoscenza avrebbe permesso alla Germania di divenire la dominatrice del mondo. Tra questi oggetti c'era anche la Lancia di Longino, l'arma che, nelle narrazioni dedicate a re Artù e al Graal, aveva inferto al "Re Pescatore" il "Colpo doloroso", gettando l'Inghilterra nella desolazione... Churchill aveva parlato dell'"Importante necessita strategica" di recuperare l'arma... Alle 14 e 10 del 30 Aprile 1943, lo stesso giorno in cui Hitler si suicidava a Berlino, la Heilige Lance venne recuperata dagli americani. Il Generale Patton ammise successivamente che, per qualche istante, fu tentato di tenerla: anche lui, infatti, era un conoscitore di cose occulte, ed era al corrente dei suoi poteri...
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